La Via Micaelica: 7 luoghi del Santo uniti da un’unica linea retta

Michele, colui che è grande, in ebraico chi-come-dio? È arcangelo dell’Ebraismo, del Cristianesimo, e dell’Islam, santo nella tradizione della Chiesa Romana, Ortodossa, Anglicana e Luterana. È il principe degli angeli, che difende spada in pugno la fede in Dio contro le orde di Satana, che guiderà le sue milizie a battere il drago alla fine dei tempi e suonerà la tromba del Giudizio.

Non sorprende dunque se le narrazioni delle sue apparizioni risalgono già ai tempi di Costantino, per poi essere sposate dai longobardi e diffondersi presso le religioni arcaiche delle civiltà contadine, mescolandosi a riti pagani e viaggiando lungo le rotte pastorali della transumanza, da cui discendono le numerose vie micaeliche che da ogni parte d’Europa, già a partire dal VII sec, convergono al Santuario di Monte sant’Angelo, sulla “montagna sacra” del Gargano, luogo di passaggio verso il Mediterraneo, l’oriente e la Terra Santa.

Una sacra grotta connessa ad altri luoghi di profonda spiritualità da una misteriosa linea immaginaria che dall’Irlanda giunge fino a Israele: dall’isola deserta di Skelling Michael dove l’Angelo sarebbe apparso a San Patrizio, volgendo a sud-est si arriva a St. Michael’s Mount, piccola isola della Cornovaglia che con la bassa marea si unisce alla terraferma. Si prosegue in Francia su un’altra celebre isola, Mont Saint-Michel, dove l’Arcangelo sarebbe apparso al vescovo Auberto, ordinando la costruzione di una Chiesa nella roccia. Si passa in Piemonte – Val di Susa, dove sorge il quarto santuario: la Sacra di San Michele, monastero benedettino e foresteria dei pellegrini che nei secoli hanno valicato il Moncenisio, verso Roma. E poi giù, in Puglia, al Santuario di San Michele dove, secondo la tradizione, l’8 maggio del 490 l’arcangelo apparve a San Lorenzo Maiorano. La traccia prosegue in Grecia, sull’isola di Symi, dove il monastero di San Michele Arcangelo di Panormitis custodisce una delle effigi del Santo più grandi del mondo. La linea sacra termina in Israele, al Monastero del Monte Carmelo ad Haifa, luogo venerato fin dall’antichità, la cui conversione in santuario cristiano risale al XII secolo: una linea che, secondo la leggenda, è la cicatrice lasciata dalla spada di San Michele che ferisce Satana nell’atto di spingerlo negli inferi.

Ma è nelle grotte, nelle profondità della terra, dove l’acqua incontra la roccia, che la cultura antica si unì per sempre alla devozione per l’Arcangelo: la grotta infatti rappresenta lo spazio cultuale che meglio sintetizza gli elementi sacrali primigeni e propiziatori che si legavano al culto di Ercole ed in generale alle forze soprannaturali. La roccia, simbolo del contatto con il mondo sotterraneo, e l’acqua a indicare fertilità e purificazione, segnano una venerazione al santo profondamente rituale e liturgica. La Chiesa ne celebra la solennità l’8 maggio e il 29 settembre, e oggi sono innumerevoli i siti, i riti e i luoghi a lui dedicati.

In Italia, la Via Micaelica non ha un itinerario dedicato ma unisce Roma a Monte Sant’Angelo sovrapponendosi ad altri percorsi storici come la via Latina (Casilina), l’Appia fino a Capua, la via Appia Traiana fino a Benevento per poi procedere verso il Gargano anche lungo la direttrice che oggi è chiamata via Francigena nel Sud.
Suggestione e mistero sembrano pervadere le chiese e le abbazie che portano il nome di Michele, non solo per il fascino e la bellezza che sembrano promanare, e l’arcana via di pellegrinaggio che le univa fu non solo un cammino di speranza, ma anche un percorso di iniziazione, una via di illuminazione attraverso cui giungere ad un contatto con il divino e ancora oggi rappresenta un’avventura alla scoperta (o ri-scoperta), nelle profondità della terra, del silenzio dentro sé stessi, e dell’incontro sacro con Dio.

Per i più appassionati: il racconto di viaggio del monaco islandese Nikulas di Munkatvera o del re francese Filippo Augusto, che intrapresero il cammino rispettivamente nel 1151 e all’inizio del XII secolo.
Un’idea di viaggio? Alla scoperta del culto di San Michele in grotta. https://www.facebook.com/michaelic.festival/

“La Strada…” leggi la riflessione di don Gionatan de Marco.

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